Quella bomba è una campagna pubblicitaria.

Secondo quanto si apprende, la bomba H nordcoreana più che un atto di guerra è stato un flash mob. Infatti, più che di un a bomba, si sarebbe trattato di un “petardo atomico”, fatto esplodere sottoterra per richiamare l’attenzione del mondo sulla questione non ancora risolta delle relazioni internazionali con la Corea del Nord.

È stato fatto trapelare, attraverso la stampa, che l’ordigno fosse alquanto dimostrativo, di scarsa potenza -pochi kiloton- se si dovessero paragonare ai test nucleari condotti dagli Usa o dalla Francia.

Il Pentagono mette in dubbio addirittura si tratti di un’atomica all’idrogeno.

D’altro canto, l’enfasi con cui le autorità di Pyongyang hanno gestito la notizia, addirittura richiamando in servizio la più popolare speaker ufficiale della tv, farebbe pensare a una messa in scena.

Sembra che il nuovo corso in Corea del Nord voglia portare a termine le trattative cominciate alla fine degli Anni Novanta, all’epoca dell’Amministrazione Clinton per porre fine all’embargo economico e all’ostracismo della comunità internazionale nei confronti del Paese. Trattative congelate dall’Amministrazione Bush, che certo non ha mai brillato per lungimiranza diplomatica.

A quanto pare, attualmente la Corea del Nord è un paese con un’economia sana, in crescita, tanto da indurre molti esuli a ritornare. E pare anche che Kim Jong Un, l’ultimo della dinastia, che ha studiato in Svizzera, sia intenzionato a portare il paese fuori dalla Guerra Fredda. Vedremo.

Qui a noi interessa sottolineare fino a che punto è capace di arrivare la comunicazione in quest’era di simulazioni, terrori e manipolazioni: una volta, con von Clausewitz pensavamo “la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”.
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Con Kim Jong Un oggi abbiamo imparato come manipolare i neutroni di una bomba all’idrogeno per farli esplodere tra i neuroni del cervello dei leader e delle opinioni pubbliche del mondo. Think boldly.

Quella bomba è una campagna pubblicitaria.

Tutt’altro che la verità.

 

Chi sta facendo affari con loro?
Chi sta facendo affari con loro?

Secondo i giornali,  Russia e Usa cercano un accordo per far votare una risoluzione al Consiglio di sicurezza che vieti di finanziare il Daesh. Mosca vorrebbe che fosse resa pubblica la lista dei paesi “contrabbandieri” di armi e petrolio con il Daesh. Gli Usa nicchiano.

Forse che la denuncia della Russia contro la Turchia era vera? Che le dichiarazioni del Pentagono, che negavano le prove presentate platealmente dai russi, sono state versioni di comodo, insomma, bugie “strategiche”?

Emanuele Pirella diceva che la pubblicità dovrebbe sempre dire la verità, solo la verità, tutt’altro che la verità. “Tutt’altro che la verità” sembra essere diventato un must che la comunicazione dei governi ha adottato in pieno. Purtroppo sappiamo che la menzogna è la compagna d’armi di ogni guerra. Think boldly.

Tutt’altro che la verità.