Non avrai altro dio all’infuori della tv.

Bruno Vespa
Bruno Vespa

Credevate di vivere in un paese moderno?  Prendete nota:

“La TV  continua ad essere frequentata, quotidianamente, da 8 italiani su 10. Perlopiù, come si è detto, in combinazione con altri media. Ma per oltre 2 su 10 (per la precisione: il 22%) si tratta dell’unico luogo attraverso cui si accede all’informazione. Si tratta di settori sociali definiti. Soprattutto donne, casalinghe, di età medio-alta e di istruzione medio-bassa, residenti nel Mezzogiorno e nelle Isole.

Un tempo, elettori ed elettrici “fedeli” dei partiti “governativi”. Da qualche anno, però, sono divenuti più incerti e distaccati. Quelli che decidono all’ultimo se e per chi votare. Il loro voto (o non-voto) è, dunque, strategico ai fini del risultato. Non per nulla, nelle campagne elettorali recenti, tutti i principali leader, anche i più critici verso l’informazione TV e chi la guida, si sono, puntualmente, recati nei salotti e nei talk televisivi. Per primi: quelli più “istituzionali”. In particolare, a Porta a Porta, ospiti di Bruno Vespa”. Lo pubblica Repubblica, lo dice Ilvo Diamanti.

Bisogna credergli. Perché la tv in Italia è diventata il primo grande ostacolo della correttezza in comunicazione. Una volta la “contro-informazione” era appannaggio delle minoranze politiche che si battevano contro, appunto, la versione ufficiale del potere. Fornivano un altro punto di vista. Oggi la contro-informazione la fanno i talk show: influiscono sulla capacità  di farsi un’opinione scevra da condizionamenti, confezionano verità su misura degli ospiti in studio. In Italia sembrerebbe che  il “mainstream” passi impetuoso per la tv, per le tv.

Che la tv continui a essere schiava della politica non è un bene, neanche per la comunicazione commerciale. Think boldly.

Non avrai altro dio all’infuori della tv.