Elezioni francesi: la paura combattuta con la paura.

La paura è stata la protagonista delle elezioni regionali in Francia.
La paura è stata la protagonista delle elezioni regionali in Francia.
I risultati nelle elezioni regionali francesi hanno visto la brusca frenata del partito di destra guidato da Marine Le Pen. Nonostante che al primo turno il Fronte National avesse ottenuto il primo posto in sei regioni su tredici, il ballottaggio ha ribaltato i risultati, azzerando completamente la precedente affermazione del partito di Le Pen.

Come si è arrivati a questo? La campagna elettorale del Fronte nazionale in Francia è stata incentrata sui tempi cari alla destra xenofoba e antieuropea: chiudiamo le frontiere, usciamo dall’euro, isoliamo l’Islam, sospendiamo i diritti ai cittadini di religione musulmana.

La paura della crisi economica, combinata con la paura del terrorismo jihadeista ulteriormente rinfocolata dopo i tragici avvenimenti del 13 novembre scorso a Parigi, hanno spinto 6 milioni di francesi a dare il voto alle tesi del partito di Le Pen.

Come ha risposto il governo francese a guida socialista?
Il partito socialista ha preso in mano la campagna elettorale, dettando l’agenda alla politica: da un lato ha ritirato i candidati nelle regioni in cui erano arrivati terzi, dando vita nei fatti a una grande coalizione di “salute pubblica” contro il pericolo lepenista; dall’altro ha giocato la carta del terrorismo psicologico, paventando una guerra civile se avessero vinto le idee islamofobe, dal momento che in Francia vivono ben sei milioni di cittadini di origine maghrebina.

Insomma, il primo ministro Manuel Valls ha deliberatamente messo in allarme i sentimenti moderati e democratici di gran parte dell’elettorato. Così, se al primo turno erano andati a votare solo il 43% degli aventi diritto, ecco che agli appelli del governo socialista hanno risposto il 59% degli elettori. Così si è stata fermata l’avanzata del partito di Le Pen.

Tuttavia, a proposito dei risultati elettorali, Valls ha dichiarato che non c’è da esultare, visto che il pericolo è tutt’ora in atto. Giusto. Perché una competizione elettorale, la cui comunicazione si basa su chi fa più paura agli elettori è un espediente che sarebbe meglio non ripetere.

Giustamente, l’ex ministro della cultura Jack Lang ha detto: “La politica deve dare prova di immaginazione, ci vogliono progetti solidi, seri, ma anche creativi. Queste regionali, che sono state tese e difficili, devono spingere i partiti a rinnovarsi. Sogno una nuova via per la sinistra francese” (intervista di Anais Ginori per la Repubblica).

Ecco. Invece che comunicare la paura, sarebbero meglio “progetti solidi, seri, ma anche creativi”. E non solo per la politica francese. Think boldly.

Elezioni francesi: la paura combattuta con la paura.