Meglio comunicare cum grano salis.

Nel rinnovare l’auspicio che la marche italiane tornino sempre più numerose a fare pubblicità e a utilizzare i quotidiani e la stampa in genere, oltre che gli altri media, siamo di nuovo costretti a esprimere costernazione per un annuncio pubblicitario, veramente scemo.

Sui quotidiani di oggi, Eataly comunica che ha diminuito la quantità di sale nei cibi, ma in compenso ha aumentato la qualità, scegliendo saline di pregio. Una bella notizia, un bell’argomento. Peccato che l’annuncio sia insipido, scotto e impiattato così male da dover chiamare il cameriere e rimandarlo dritto dritto in cucina.

Questo è un annuncio insipido.
Questo è un annuncio insipido.

Tutti gli ingredienti sono scadenti: titolo, sottotitolo testo, didascalie e figurine fluttuano in un horror vacui, condite da un’apoteosi di puntini di sospensione, come fossero stati battuti da un telegrafista impazzito.

La domanda è: perché buttare via così l’occasione di comunicare con buongusto? La comunicazione è come il cibo buono, dovrebbe essere sana, nutriente, appetitosa, talmente gustosa da lasciare un buon sapore in bocca ai lettori. Qui invece la sensazione è di sciatteria e pressappochismo, come fosse il colmo per chi si occupa di buoni sapori.

E allora, lo chef consiglia: creatività. Perché cucina e pubblicità hanno in comune la creatività, cioè il gusto sopraffino di mettere insieme il bello e il buono. Se no la reputazione rischia un conto salato. Think boldly.

Meglio comunicare cum grano salis.