La comunicazione politica ai tempi di Barak Obama.

Ci sono occasioni in cui la politica riesce a smarcarsi dalla sua subalternità alla finanza e al commercio globali, ma anche dai lacci e laccioli con cui la comunicazione vorrebbe imbrigliarla. Ultimamente una di queste occasioni si è presentata in occasione del discorso su “lo stato dell’unione” di Barak Obama, l’ultimo visto che il suo secondo mandato alla Casa Bianca è al temine.

Obama ha criticato tutti quelli che hanno paura “dello straordinario cambiamento che viviamo”, quelli che ci invitano a “temere l’avvenire” e a “ripristinare dogmi di un passato glorioso e tranquillo”. Il presidente ha ricordato che al cambiamento non bisogna rispondere con “la paura” ma con “la fiducia in ciò che siamo e in ciò che difendiamo”.

Secondo Bernard Guetta, di France Inter, di cui Internazionale ha pubblicato la riflessione, a questa inutile nostalgia Obama ha opposto l’analisi del tempo presente, che offre nuove possibilità al genere umano anche se minaccia l’occupazione con l’automazione delle mansioni e permette “alle grandi imprese di trasferirsi dove più gli conviene, tradendo le proprie radici, concentrando i patrimoni al vertice della scala sociale e lasciando ai lavoratori salari più bassi”.

Dunque, nel suo ultimo discorso sullo stato dell’unione pronunciato martedì, una sorta di testamento politico, il presidente è apparso più vicino all’incarnazione più recente di una sinistra occidentale ovunque in crisi.

In definitiva, Obama ha ribaltato il paradigma che è sembrato paralizzare la sinistra in Europa: non è la sinistra, ma la destra che non è più in grado di capire la modernità, che si arrocca nei suoi timori corporativi. Un nuovo positivismo scientifico, una nuova idea progressista come chiave di volta per i partiti di centrosinistra europei, per svincolarli da quella subalternità all’ideologia neoliberista che li ha portati a perdere terreno, consensi, visione e ambizioni di governo.

L'ultimo discorso su "lo stato dell'unione" di Barak Obama.
L’ultimo discorso su “lo stato dell’unione” di Barak Obama.

In definitiva, Obama ci ricorda che saper comunicare non è la destrezza coi cui si utilizzano gli strumenti e le tecniche. Per comunicare con efficacia è necessario avere buone idee, una visione d’insieme e il coraggio di battersi per essa. Think boldly.

La comunicazione politica ai tempi di Barak Obama.