Alla RAI sono le idee a essere in bolletta.

Lo avete sentito come fosse un mantra, alla fine di ogni telegiornale delle reti pubbliche:
“Da quest’anno pagare il canone tv sarà più facile e conveniente e sarà possibile pagarlo comodamente…”.

C’è da rabbrividire: mettere in bocca a un giornalista le parole di uno speaker pubblicitario è talmente cacofonico che ogni volta sembra una parodia della pubblicità.

...mettere in bocca a un giornalista le parole di uno speaker pubblicitario è talmente cacofonico che ogni volta sembra una parodia della pubblicità...
…mettere in bocca a un giornalista le parole di uno speaker pubblicitario è talmente cacofonico che ogni volta sembra una parodia della pubblicità…
Contemporaneamente, sembra la satira feroce del giornalismo televisivo italiano.

Insomma, un errore di comunicazione che dall’idea iniziale all’esecuzione finale andrebbe studiato nelle facoltà universitarie, non tanto di “Scienza della comunicazione”, quanto di Medicina, nel corso di specializzazione di “Igiene mentale”.

Una domanda, come si diceva una volta, sorge spontanea: perché non dare semplicemente la notizia, argomentandola molto seriamente, che dovrebbe essere il mestiere del giornalista?

Visto che ci siamo: perché non fare, nei break pubblicitari, una bella e ricca campagna pubblicitaria, multi-soggetto che racconti facilità, vantaggi e comodità del nuovo modo di pagare il canone?

E perché non pianificarla su tutti i canali televisivi, compresi quelli privati e commerciali, visto che si tratta di un obbligo fiscale che riguarda tutti i cittadini, possessori di un apparecchio televisivo?

A quanto pare in RAI a essere in bolletta sono le buone idee. Eppure, un argomento c’era, ed era bello forte: abbiamo fatto in modo che il canone lo paghino tutti e per questo il prezzo è diminuito per tutti.

In un paese come il nostro, una campagna pubblicitaria così sarebbe stata un bomba, più forte di quella strombazza da Kim Jong-un. Think boldly.

Alla RAI sono le idee a essere in bolletta.