Le banche all’angolo.

Con un’abile mossa, il governo Renzi affida all’Autorità anticorruzione il dossier dei rimborsi agli obbligazionisti di Banca Etruria. In un colpo solo -agli occhi dell’opinione pubblica- Consob, Bankitalia e Abi finiscono in castigo. Intanto la magistratura indaga, e il Parlamento si occupa di un aspetto marginale, facendo premio sulla ministra Boschi e di conseguenza sul governo Renzi. Questa la fotografia della situazione attuale. Adesso, la febbre dei media scenderà e le luci del proscenio via via si spegneranno. E calerà una nuova ombra lunga sul sistema bancario italiano. Che renderà molto difficile il lavoro sulla comunicazione: quando la reputazione di un sistema è compromessa, ogni cosa che succede a una banca, succede a tutte. Ci vorrebbe una reazione arguta. Think boldly.

Gli ultimi scandali hanno ulteriormente deteriorato l'immagine delle banche.
Gli ultimi scandali hanno ulteriormente deteriorato l’immagine delle banche.

Le banche all’angolo.

Pubblicità: vecchi vizi, in attesa di nuove virtù.

Succede spesso, troppo spesso: all’improvviso un pop up ti si para tra gli occhi e il testo che stai leggendo su un sito di news. La vecchia idea di interrompere la visione con uno spot pubblicitario trasmigra dalla tv al web. Con la differenza che in questo ambiente è insopportabile, tanto da risultare del tutto inappropriato, e dunque irritante, in definitiva del tutto controproducente. Sì certo, gli analitics diranno che l’inserzione è stata vista da chissà quante migliaia di vittime di questa proditoria incursione. Come ai tempi di Auditel, la quantità dà l’idea al committente di aver ben speso i suoi soldi in pubblicità. Però il web richiederebbe una maggiore cura dell’utente. Sbattergli in faccia un annuncio è sintomo di pigrizia del marchio committente e di sciatteria del sito che ne ospita la pubblicità. Sull’assenza di creatività, sia da parte dell’agenzia creativa che di quella media caleremo per il momento un velo di tristezza. Think boldly.

La pubblicità intrusiva sul web è un residuo del vecchio modo di fare pubblicità in tv.
La pubblicità intrusiva sul web è un residuo del vecchio modo di fare pubblicità in tv.

Pubblicità: vecchi vizi, in attesa di nuove virtù.

Ma quale 2.0, qui siamo allo 0,2.

La crisi che non finisce mai.
La crisi che non finisce mai.

Vi state chiedendo perché la comunicazione commerciale in Italia chiuderà un altro anno terribile?
Ecco la risposta: secondo i dati diffusi dall’Istat, a ottobre 2015 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,5% rispetto a settembre.

Nella media del trimestre agosto-ottobre 2015 la produzione è cresciuta dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.

Credevate davvero che bastasse il 2.0 per uscire dalla crisi della pubblicità italiana? Macché, siamo solo a una crescita di un misero 0,2. Che fare?

Ci vogliono soldi che i consumatori possano spendere in consumi, soldi sottratti alla pressione fiscale sul lavoro dipendente. Allora ripartirebbero i consumi e la comunicazione sui consumi. Se no, invece che “tu scendi dalle stelle”, anche quest’anno la melodia delle feste sarà:

“Mo’ vene Natale
nun tengo denare
me leggio ‘o giurnale
e me vado ‘a cucca’.”

Think boldly.

Ma quale 2.0, qui siamo allo 0,2.

Il naufragio della reputazione.

Banche salvate, risparmiatori affogati.
Banche salvate, risparmiatori affogati.

Un altro “scandalo” si abbatte sul sistema bancario italiano. Questa volta la botta è di quelle che lasciano profonde ferite sui clienti delle quattro banche coinvolte. Ferite talmente gravi che hanno provocato la terribile morte per suicidio di uno dei clienti di una delle quattro banche coinvolte.

Il mito della banca sotto casa, nata e cresciuta nello stesso territorio si è suicidato insieme al pensionato di Civitavecchia.

Perdere tutto per aver sottoscritto bond emessi dalla propria banca è peggio di essere stati fregati da Parmalat, Cirio o Alitalia.

È un disastro di proporzioni vaste e pericolose per tutto il sistema: basta guardare, alla luce di questi tragici avvenimenti, il posizionamento in comunicazione commerciale delle banche italiane per rendersi conto come ora quelle promesse pubblicitarie suonino come metafore beffarde, sinistre, false e pericolose.

Il sistema bancario italiano ha grosse responsabilità, alcune soggettive, altre oggettive.

C’è da recuperare una nuova reputazione naufragata in un mare di autoreferenzialità.

Ci sono da rifondare gran parte dei temi e dei modi di comunicare i valori istituzionali delle banche italiane. Think boldly.

Il naufragio della reputazione.