La qualità scadente della comunicazione politica.

Un copywriter italiano ha mostrato, e postato su Facebook -in una pagina intitolata “Un posto al copy”- la foto di un manifesto elettorale per le prossime elezioni comunali a Milano. Ha detto che la qualità dell’offerta politica era bassa. Personalmente, direi inconsistente. Il candidato in oggetto ebbe in passato un miglior approccio con la pubblicità, ma erano altri tempi e lui faceva un altro mestiere.

Tuttavia questo mi sembra un esempio “emblematico” del rapporto tra la politica e la comunicazione politica. Ed è per questo che la prendo in prestito.

Infatti, da qualche tempo a questa parte questo rapporto è degenerato nella più bieca stupidità. Le cose vanno così: il candidato commissiona una ricerca, chi gliela dà cambia il nome e qualche numero, che tanto è quella che vendono a tutti gli altri. Il candidato ha attorno un certo numero di “volpi del deserto” che gli danno consigli bolliti prima ancora di essere scodellati.

Risultato? Lo potete leggere da voi sul manifesto in questione, che pubblico per dimostrare quanta banalità stia per mobilitarsi.

Mentre devo precisare che non ho nulla di personale nei confronti del candidato in questione, devo far presente che un tempo i partiti avevano sensori sul territorio. Oggi hanno sondaggisti in sala riunioni. Un tempo un copywriter traduceva idee politiche in parole e concetti che cercavano la via della memorabilità. Oggi un copywriter al massimo cerca di dire che quello che dice il candidato potrebbe avere un senso. Nello specifico cosa si capisce dal manifesto? Una cosa sola: il candidato non è di sinistra. A che serve?

Ho usato paragoni temporali non tanto e non solo per dimostrare che più il tempo passa e peggio la politica si relaziona con la comunicazione in modo corretto. Ma soprattutto per dire che se non ci sono idee politiche, come diavolo fanno a venir fuori idee di comunicazione? Anche solo volendo fare semplicemente propaganda, come si farebbe a dire cose almeno sensate?

Non è difficile prevedere che la prossima tornata elettorale sarà un laboratorio antropologico, in cui l’inconsistenza dell’offerta politica giocherà a nascondino con la chiarezza della comunicazione politica. Think boldly.

La comunicazione politica in Italia è sempre più banale, confusa e scadente.
La comunicazione politica in Italia è sempre più banale, confusa e scadente.

La qualità scadente della comunicazione politica.

Un pensiero su “La qualità scadente della comunicazione politica.

  1. per la verità -in quanto copywriter postatore della campagna- ho un’opinione assai più precisa e drastica sul questa campagna e questo degrado. ma ho chiesto le vostre opinioni prima di pontificare. vecchia scuola ma attento.
    credo convergano due disastri insieme.
    1. il gioco al ribasso berluscone: dire castronerie giocando al ribasso: male che vada poi fai finta di niente, bene che vada hai allargato l’audience al ribasso, e fatto simpatia a basso costo con la battuta ubriacona da bar. così hanno ridotto la TV italiana prima e la politica poi a spazzatura.
    2. la rete, e il degrado quasi animale a “ciò che funziona”, indipendentemente dal contenuto.
    io vengo la un’altra scuola di comunicazione, quella che fa riflettere il consumatore/spettatore/interlocutore per conquistarlo al tuo messaggio/prodotto/servizio consapevolmente. il target, la motivazione, l’insight, in benefit etc.
    temo non ci sia futuro se non la nicchia per quelli che la pensano e agiscono come me, soprattutto in Italia e non c’è bisogno di leggere Zygmunt Bauman per darsene conto

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