Pubblicità: vecchi vizi, in attesa di nuove virtù.

Succede spesso, troppo spesso: all’improvviso un pop up ti si para tra gli occhi e il testo che stai leggendo su un sito di news. La vecchia idea di interrompere la visione con uno spot pubblicitario trasmigra dalla tv al web. Con la differenza che in questo ambiente è insopportabile, tanto da risultare del tutto inappropriato, e dunque irritante, in definitiva del tutto controproducente. Sì certo, gli analitics diranno che l’inserzione è stata vista da chissà quante migliaia di vittime di questa proditoria incursione. Come ai tempi di Auditel, la quantità dà l’idea al committente di aver ben speso i suoi soldi in pubblicità. Però il web richiederebbe una maggiore cura dell’utente. Sbattergli in faccia un annuncio è sintomo di pigrizia del marchio committente e di sciatteria del sito che ne ospita la pubblicità. Sull’assenza di creatività, sia da parte dell’agenzia creativa che di quella media caleremo per il momento un velo di tristezza. Think boldly.

La pubblicità intrusiva sul web è un residuo del vecchio modo di fare pubblicità in tv.
La pubblicità intrusiva sul web è un residuo del vecchio modo di fare pubblicità in tv.

Pubblicità: vecchi vizi, in attesa di nuove virtù.